Difendiamo l’Autonomia con Leggi Fatte Bene

Vicino Lontano 2014 - Dopo Babele. L'Europa e le Lingue(pubblicato sul quotidiano Corriere dell’Alto Adige del 22 maggio 2014)

Caro direttore,
com’era prevedibile, l’ottimo editoriale di domenica («La malattia del Sudtirolo. San Genesio non basta più») ha suscitato un acceso dibattito. L’aria (ancora) non manca, e l’autonomia è una straordinaria opportunità per tutti. Basti pensare a quanto sta accadendo nel resto d’Italia con la Tasi e il penoso spettacolo di dover pagare senza sapere quando, quanto e a chi.

In confronto, sarà (quasi) un piacere pagare la nostra Imi.
Il problema non è a monte dell’autonomia, ma a valle. E sorge quando l’autonomia provinciale genera provincialismo autonomista. Quando cioè si pensa che le cose da noi si facciano sempre e comunque meglio, che tutti siano più bravi e più onesti, magari proporzionalmente al numero di consonanti del cognome. E si legiferi di conseguenza con superficialità. Fingendo di ignorare che in un territorio piccolo in cui tutti si conoscono (e molto spesso sono anche parenti) il rischio di leggi e provvedimenti con destinatari ben chiari è inevitabilmente alto.
Ciò non significa seguire il pessimo esempio italiano della legislazione fondata sul sospetto e la sfiducia, ma neppure trascurare i possibili rischi. Occorre rivendicare la possibilità di governarsi, ma anche l’obbligo di farlo al meglio. Sono così l’aria sarà migliore che altrove.

L'autonomia si difende1 L'autonomia si difende2

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