3 thoughts on “Intervista: “Un decalogo per la riforma.”

  1. Grazie sen. Palermo, anche per questo articolo chiaro ed equilibrato.
    C’è un punto che riguarda la nostra autonomia che mi sembra cruciale: se passa il “sì”, quando andremo (andranno) a discutere a Roma sulla revisione dello statuto (vale anche per TN) ci troveremo davanti un senato a vasta maggioranza delle regioni a statuto ordinario, dove i nostri 4 senatori regionali ovviamente avranno vita dura a difendere le nostre proposte. E’ corretto questo scenario o mi perdo qualche ulteriore passaggio istituzionale? Grazie in anticipo per la risposta.
    Carlo Battisti

    • Grazie, la domanda è assai fondata. In realtà è così anche oggi, e il negoziato con lo stato è sempre una questione complessa che dipende molto dai rapporti politici. Questo indipendentemente dalla riforma. Quanto alla nostra rappresentanza nel nuovo Senato saremo comunque sempre in minoranza, ma meno di adesso, visto che la nostra regione avrà 4 senatori su 100 (anziché gli attuali 7 su 315). E per le leggi costituzionali (quali gli statuti) il Senato avrà potere legislativo pieno, come oggi. Quindi la situazione complessiva delle speciali migliorerebbe, anche se ovviamente poi saranno i contenuti a contare perché come oggi bisognerà convincere la maggioranza dei parlamentari. Spero di aver risposto. Cordiali saluti, Francesco

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