Autonomia è l’opposto dell’isolamento

© Provincia Autonoma di Bolzano

(pubblicato sul quotidiano Alto Adige del 5 settembre 2018)

Questa giornata dell’autonomia è alquanto diversa dalle precedenti. Le incombenti elezioni suggeriscono un profilo più basso, e almeno sul piano della scelta dei temi si è optato per ambiti non immediatamente strumentalizzabili in chiave politico-elettorale. In verità, però, qualsiasi sfaccettatura dell’autonomia, anche quella apparentemente più innocua, non è mai neutra, perché il funzionamento dell’autonomia dipende molto dal contesto in cui si realizza. E dal contesto non si può scappare, fingendo che non esista. Perché l’autonomia si regge su due gambe: una è l’autogoverno, il fare da soli. L’altra, non meno importante, è la collaborazione, il fare insieme. Per camminare bene le due gambe non solo devono essere entrambe sane, ma devono muoversi in modo coordinato.

A Bolzano si è scelto il tema della competenza sulle strade, trasferite alla provincia vent’anni or sono attraverso una delle più significative norme di attuazione della fase successiva alla chiusura del pacchetto. Il tema può prestarsi a diverse letture. Quella rivendicativa dell’accumulo delle competenze come mera sottrazione di poteri e risorse allo Stato per trattenerli in loco, e quella propositiva della riflessione sul significato di autonomia come gestione di fenomeni interconnessi. Del resto, le strade non iniziano e non finiscono nel territorio provinciale, e la loro gestione è uno dei tanti esempi di come i livelli di governo debbano inevitabilmente integrarsi, non separarsi. Autonomia significa certo avere il potere di decidere, ma questo deve implicare la capacità di riflettere su cosa e come si decide e su come ci si relaziona con gli altri livelli di governo che inevitabilmente hanno un ruolo in tali decisioni. Per restare al tema delle strade: come ci si rapporta con i comuni (la questione della viabilità di Bolzano è ultimamente molto attuale) e con lo Stato e l’Unione europea in relazione all’interminabile vicenda della A22 e della sua natura giuridica? Analoghe considerazioni valgono per tutte le altre competenze provinciali. La divisione delle competenze è un mezzo, non un fine: è l’inizio dell’autonomia come gestione di fenomeni complessi, non la fine di un processo di mera acquisizione di potere.

A Trento si è scelto invece il collegamento tra autonomia ed Europa. Mettendo insieme giornata dell’autonomia e conferimento del Premio De Gasperi a una delle menti che ha concepito il programma Erasmus, si tocca uno dei pochi tasti (ancora) non controversi dell’integrazione europea, quello della mobilità studentesca, sul quale anche i più agguerriti sovranisti non hanno da ridire. Anche questo è un modo per evitare polemiche in prossimità delle elezioni. Ma è anche un segnale forte di ancoraggio tra autonomia e dimensione europea. Perché è una contraddizione in termini pensare ad una autonomia autarchica. Autonomia interna e integrazione sovranazionale sono due facce della stessa medaglia. Quella di una gestione più razionale di problemi ampi, che richiedono la partecipazione contestuale di diversi soggetti, che si dividono i compiti più che i poteri e che trovano strumenti innovativi per coordinarsi più che per separarsi.

Autonomia significa dunque confini permeabili tra le competenze, non recinti nei quali non far entrare gli altri livelli di governo. Per questo l’autonomia per funzionare ha bisogno di un efficiente autogoverno, ma anche di un quadro generale funzionante, a livello nazionale ed europeo. Una buona Unione europea e uno Stato discretamente efficiente sono indispesabili per il funzionamento dell’autonomia. E pertanto il miglior interesse dell’autonomia è il buon funzionamento dello Stato e dell’Unione europea, non il loro boicottaggio. E viceversa.

Lo sfondo delle celebrazioni dell’autonomia non sono solo le elezioni provinciali del prossimo mese, ma anche e forse soprattutto quelle europee della prossima primavera. Perché un’Europa che si inceppa lascia spazio solo all’autonomia non integrata e dunque fine a sé stessa. Ma un’autonomia fine a sé stessa è il primo passo della sua stessa fine. Appuntamento al giorno dell’autonomia del 2019…

 

 

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