Se Langer torna in Medio Oriente

(pubblicato sul quotidiano Alto Adige del 09 ottobre 2018 con il titolo “Premio Langer in Medio Oriente”)

Il Premio Langer 2018 è stato assegnato all’Istituto Arava per le Scienze Ambientali, che ha l’obiettivo di formare professionisti ambientali del e nel Medio Oriente e di contribuire ad alleviare il conflitto israelo-palestinese attraverso la collaborazione ambientale. Con questo premio viene ribadita l’attualità di tre aspetti fondamentali del pensiero e dell’opera di Langer.

Il primo è il ruolo dell’ambiente come veicolo di pace. L’Istituto premiato è consapevole della difficoltà di affrontare di petto il conflitto israelo-palestinese. Nel contesto attuale questo è anzi impossibile. Esistono però modi per aggirare, smontare, depotenziare il conflitto, attraverso azioni concrete sui temi di interesse comune. Uno di questi, forse il più importante, è l’ambiente. L’Istituto Arava è stato fondato nel 1996, nel sud est di Israele, in un territorio desertico e di confine. Da allora il clima è decisamente peggiorato, sia a lvello politico, sia in chiave ambientale. Da un lato si è avuto un avvitamento del conflitto, in un contesto nazionale, regionale e internazionale sempre meno favorevole. Dall’altro vi sono stati il cambiamento climatico, l’accrescita desertificazione, la scarsità idrica, il degrado ambientale. La tutela dell’ambiente e la gestione oculata delle risorse sono interesse di tutti: solo la collaborazione può salvare l’ambiente e solo la pressione ambientale può convincere che l’accordo è più produttivo del conflitto. Perché lo scontro per le risorse è una delle principali sfide del futuro, come si vede dal collegamento tra degrado ambientale e migrazioni. La pace, non solo in Medio Oriente, passa da una gestione attenta delle sfide ambientali.

Il secondo motivo che lega questo premio all’opera di Langer è la centralità della regione mediorientale come terra di dialogo. La storia millenaria di quei territori mostra l’inevitabilità del dialogo, del confronto, della mescolanza, ma anche il rischio perenne di conflitti connessi. Langer scrisse che l’Europa nasce o muore a Sarajevo. Parafrasandolo si potrebbe dire che il mondo nasce o muore in Medio oriente. Se l’incontro è inevitabile, come assicurare che sia fecondo anziché foriero di violenza? Solo aumentando le occasioni di conoscenza, libere da pregiudizi. All’Istituto Arava convivono ebrei, arabi/palestinesi (israeliani, dei territori e giordani), e studenti internazionali. Tutti con le loro difficoltà e i loro pregiudizi. Tutti sono costretti a confrontarsi sia con l’altro e a conoscerne la storia, sia, e soprattutto, con sé stessi, conoscendosi meglio attraverso lo specchio dell’altro. Vivere e lavorare a stretto contatto con chi fuori da quel luogo è considerato un nemico è difficile, e richiede un’elaborazione interiore del contesto sociale che non tutti sanno affrontare. Ma che è necessaria per potersi fare attori di pace anziché di scontro.

Il terzo aspetto dell’attualità del pensiero di Langer riflessa in questo premio è il legame tra l’Alto Adige ed altre zone del mondo, in cui il conflitto è stato ed è assai più tragico. Langer è stato cittadino del mondo anche in quanto fortemente cittadino di questa provincia. La voleva maestra di dialogo, e ha terribilmente sofferto nel vedere frustrata quest’ambizione. Molto è cambiato anche in Alto Adige dalla scomparsa di Langer. Molti semi sono stati piantati, alcuni sono germogliati, altri no. I progressi ci sono stati, la convivenza non è mai stata migliore di oggi. Ma basta ancora un niente per tornare indietro, mentre costa enorme fatica ogni piccolo passo in avanti.

Fuori da certe ipocrisie, l’Alto Adige ha certamente molto da offrire al mondo, ma per farlo deve sapersi conoscere, identificare per ciò che vuole essere. Guardare a conflitti assai più gravi può aiutare anche questo territorio a maturare. A capire che si può collaborare anche senza amarsi, ma non lo si può fare senza volersi conoscere. E l’interesse comune, come la cura dell’ambiente, è un ambito in cui la collaborazione sarà sempre e comunque necessaria.

Ovunque la strada è in salita. Ma ovunque ci sono strumenti per rendere quella salita più dolce. Suavius, avrebbe detto Langer.

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