Much ado about nothing. Or not?

(pubblicato su http://www.salto.bz/article/30102014/much-ado-about-nothing-or-not il 30 ottobre 2014)

Un infelice obiter dictum del ministro Boschi suscita reazioni altrettanto infelici. Che fanno capire molte cose della comunicazione politica.

Il fatto: in una manifestazione di partito, il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento afferma di essere a favore di un superamento delle autonomie speciali. Applausi. Poi chiarisce che comunque la questione non è nei programmi del governo.

La reazione: nei nostri territori si solleva un vespaio. I media (alcuni più di altri) ne fanno un caso. I politici si attivano e fanno a gara a chi reagisce più efficacemente, ricordando pratiche da caserma che si pensavano estinte con la fine della leva obbligatoria, e invece si sono solo spostate sui mezzi di comunicazione: sms, telefonate al ministro e al suo capo (che non dovrebbe essere tale in base alla costituzione, ma ci curiamo ancora di questi dettagli?), forse anche al Presidente della Repubblica, al Papa e alla CIA. I meno dotati (di contatti) devono accontentarsi di esternare attraverso l’immancabile comunicato stampa.

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Riforme costituzionali e neocentralismo: Ora servono argomenti forti per tutelare le autonomie

Nella seduta odierna del Senato è stato approvato in seconda lettura il disegno di legge costituzionale che istituisce il comitato per le riforme costituzionali. “Questo voto è un passaggio decisivo nel processo di riforma. Quando anche la Camera approverà il testo, si potrà partire con la discussione sui contenuti.” Ultimamente si percepiscono nuove spinte centralistiche in Parlamento, “alle quali noi, non potendo agire in una logica di numeri, dobbiamo e possiamo rispondere con argomenti precisi e forti, che evidenziano quanto le autonomie speciali siano fondamentali per la rinascita del paese.”
Nel “comitato dei 42” molto probabilmente ci saranno due parlamentari dell’Alto Adige, un deputato e un senatore, “il che è di un buon auspicio per poter far sentire la nostra voce in questo tanto atteso processo di riforma della Costituzione.”