Sì unanime del Senato alla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

stop violence against women

Il legislatore ha fatto un importante passo in avanti per realizzare la parità effettiva tra i due sessi, ma anche la società deve cambiare

Il Senato ha approvato oggi all’unanimità e in via definitiva la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, siglata a Istanbul l’11 maggio del 2011.

Sottoscrivendo ed ora ratificando questa Convenzione, l’Italia si impegna ad adottare tutte le misure legislative e di altro tipo necessarie per tutelare le vittime di atti di violenza con interventi che vanno dalla prevenzione alla repressione, ma che riguardano anche l’assistenza, la sensibilizzazione culturale e l’educazione nonché punire, prevenire e indagare i responsabili risarcendo le vittime di atti di violenza contro le donne.

“La tutela delle donne contro la violenza è un elemento chiave per raggiungere l’ effettiva parificazione tra i due sessi. Ratificando questa Convenzione, il legislatore ha fatto un importante passo in avanti. Negli ultimi decenni l’attenzione dell’ordinamento giuridico su questo tema è cresciuta notevolmente. Ciò è necessario soprattutto se si vuole giungere ad una svolta nella società e realizzare la parità effettiva tra donna e uomo”.

Palermo ha sostenuto la ratifica della Convenzione di Istanbul sottoscrivendo il relativo ddl. Questa settimana si trova in missione a Strasburgo per partecipare al comitato consultivo per la tutela delle minoranze. “Come annunciato in campagna elettorale, una parte del mio impegno parlamentare si concentrerà sulla promozione della tutela dei diritti umani in senso ampio”.

Convention Istanbul English

Diritti umani: novità?

Francesco Palermo si trova a Strasburgo per discutere di diritti delle minoranze. In Senato si vota la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. “La crisi economica si supera anche tutelando i diritti.”