Costituzione, la via referendaria

costituzione_italiana (pubblicato sul quotidiano Alto Adige del 14 aprile 2016)

Dopo due anni di lavori il Parlamento ha concluso l’iter di approvazione della riforma della seconda parte della Costituzione. Come si prevedeva dall’inizio, non essendosi raggiunta la maggioranza dei 2/3 dei componenti nell’ultima votazione in entrambe le Camere, sarà ora richiesto il referendum confermativo, che in autunno dovrà stabilire se il testo entrerà in vigore o meno. Una responsabilità gravosa in capo all’elettorato, trattandosi della più ampia revisione della Carta mai deliberata nella storia repubblicana, che va a toccare l’intera parte organizzativa della Costituzione.

E dunque composizione e funzione del Parlamento, approvazione delle leggi, disciplina del referendum, modalità di elezione del Presidente della Repubblica e della Corte costituzionale, abolizione del Cnel e delle Province, rapporti tra Stato e Regioni, in particolare il riparto delle competenze legislative e amministrative e l’introduzione di limiti ulteriori all’attività delle Regioni (tra cui le indennità regionali).

Vi sarà tempo per approfondire i singoli aspetti della riforma e per formarsi un’opinione in vista del referendum. Gli aspetti più positivi del ricorso al voto popolare sono proprio la discussione pubblica e la circolazione di informazioni in preparazione del voto, oltre alla mancanza di quorum che renderà inutile il fastidioso ricorso all’astensione, che invece frequentemente si pratica nei referenda confermativi (come quello di domenica prossima sulle cosiddette trivelle).

Il rovescio della medaglia è l’inevitabile banalizzazione del quesito e la sua politicizzazione, come peraltro fin da subito hanno preso a fare sia il Presidente del Consiglio sia le opposizioni, caratterizzando il voto come un “plebiscito” a favore o contro il governo. Alla fine, in sostanza, sarà “prendere o lasciare”, sì o no, ed è ciò che più dispiace, a fronte di una riforma molto complessa che è difficile da inquadrare come interamente positiva o interamente negativa.

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