Riforme e circostanze politiche ideali: Francesco Palermo risponde

Che le riforme annunciate vadano realizzate il prima possibile, sembrava fosse chiaro a tutte le forze politiche. Ora, tuttavia, molti sforzi falliscono per colpa di “condizioni politiche non favorevoli”, come accaduto recentemente con un’importante decisione sulla nuova legge elettorale, la quale è stata ulteriormente rinviata. “Condizioni politiche ideali non ci potranno mai essere,” afferma Francesco Palermo. “Ci sarà sempre una ragione che induce ad attendere una contingenza più favorevole. Questo è ciò che accade se si antepongono le pur giustificate ragioni politiche alle priorità che la politica stessa ha individuato.”

Per quanto concerne il senso della sua presenza in Parlamento, “questo non lascia spazio a fraintendimenti essendo stato definito in modo chiaro: si tratta in prima linea della riforma dello statuto di autonomia, da accompagnare nei contenuti e da simboleggiare con la mia stessa presenza qui.”

Legge di stabilità, legge elettorale e riforme: Francesco Palermo risponde

La situazione a Roma non è cambiata sostanzialmente: I lavori procedono a rilento. Francesco Palermo commenta lo stato di avanzamento del lavoro in tema di riforme costituzionali, legge elettorale e legge di stabilità. “La situazione in Alto Adige fa ben sperare rispetto ad un rapido inizio del processo di riforma dello statuto. Questo per me resta l’obiettivo fondamentale.”

Riforme costituzionali e neocentralismo: Ora servono argomenti forti per tutelare le autonomie

Nella seduta odierna del Senato è stato approvato in seconda lettura il disegno di legge costituzionale che istituisce il comitato per le riforme costituzionali. “Questo voto è un passaggio decisivo nel processo di riforma. Quando anche la Camera approverà il testo, si potrà partire con la discussione sui contenuti.” Ultimamente si percepiscono nuove spinte centralistiche in Parlamento, “alle quali noi, non potendo agire in una logica di numeri, dobbiamo e possiamo rispondere con argomenti precisi e forti, che evidenziano quanto le autonomie speciali siano fondamentali per la rinascita del paese.”
Nel “comitato dei 42” molto probabilmente ci saranno due parlamentari dell’Alto Adige, un deputato e un senatore, “il che è di un buon auspicio per poter far sentire la nostra voce in questo tanto atteso processo di riforma della Costituzione.”

Perché occuparsi anche di diritti umani? Francesco Palermo risponde

In un momento di persistente crisi economica, i temi dell’economia e della competitività devono essere al centro del lavoro parlamentare. Non per questo, però, bisogna tralasciare la questione dei diritti umani, che non solo costituiscono la base della civiltà occidentale, ma sono anche un elemento di sviluppo socio-economico. In seno alla Commissione diritti umani del Senato, Francesco Palermo si occupa di varie problematiche legate ai diritti, tra le quali le condizioni delle carceri e quelle delle minoranze dei Rom e dei Sinti. “Non bisogna chiudere gli occhi davanti a problemi gravissimi. Anzi, bisogna cercare di risolverli alla luce dei valori della nostra Costituzione. Questo vale in primis per i parlamentari, che devono avere come guida la costituzione. E vale ancor più per chi proviene da aree in cui vivono minoranze, per la consapevolezza della necessità di tutelarne i diritti. Anche se questi temi sono impopolari e non portano alcun consenso, la responsabilità costituzionale impone di occuparsene per cercare di dare un contributo alla soluzione di problemi drammatici. Fingere di non vedere acuisce i problemi invece di risolverli.”

Schermata 2013-10-22 alle 18.33.29