Una lucida e per molti aspetti condivisibile analisi dei problemi dei rapporti Stato-Regioni.

leselampeIn un saggio come sempre acuto e brillante, pubblicato sul forum costituzionale (v. allegato), uno dei migliori costituzionalisti italiani, Roberto Bin, esamina i punti di debolezza del rapporto dei cd. “saggi” in relazione ai rapporti tra stato e regioni. Sono critiche importanti e da tenere in considerazione, perché il testo dei “saggi” costituirà con ogni probabilità la base di partenza delle riforme.

Personalmente condivido interamente il primo e l’ultimo punto indicati da Bin: ossia che la composizione proposta per il “Senato delle Regioni” sia destinata a non funzionare, e l’unico modello sensato sarebbe la rappresentanza dei soli esecutivi regionali; e che senza una decentralizzazione giuridica e mentale delle burocrazie ministeriali, giudiziarie e “di anticamera politica” l’ordinamento italiano non riuscirà a decentrarsi appieno.

Ho dei dubbi invece riguardo al riparto delle competenze. L’analisi di Bin è corretta, la soluzione proposta, basata su un accordo politico e convenzionale, non credo che funzionerebbe in Italia, per la scarsa disposizione ad attenersi alle convenzioni e agli accordi politici. Meglio sarebbe un sistema doppio di competenze: da un lato ambiti tematici ampi, in cui garantire la necessaria flessibilità; dall’altro, e al loro interno, la definizione di regole specifiche per singole “micro-politiche”.

Il contributo di Bin è, in ogni caso, una lettura utilissima che voglio diffondere per evitare che analisi sbagliate permeino il dibattito politico.

Download documento: Bin Saggi e Regioni 2013

Il lavoro dei “saggi”. Un impulso alle riforme costituzionali?

fp 3-13I gruppi di lavoro incaricati dal Presidente della Repubblica di presentare proposte di soluzioni condivise per le riforme istituzionali e quelle economiche hanno concluso il proprio incarico. Per quanto riguarda in particolare l’assetto istituzionale, il documento, di 29 pagine, propone diversi interventi, da attuare con leggi di revisione costituzionale e con leggi ordinarie, oltre che con modifiche ai regolamenti parlamentari.
Le proposte dei cd. “saggi” riguardano l’intera seconda parte della Costituzione, soffermandosi in particolare sulla forma di governo (compresa la legge elettorale), sull’ordinamento giudiziario e sui rapporti tra Stato, Regioni ed Enti locali.
Alcune proposte appaiono ampiamente condivisibili e riflettono il dibattito politico e dottrinario degli ultimi anni, specie con riferimento al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo, al superamento del bicameralismo perfetto con la trasformazione del Senato in una “Camera delle Regioni”, alla riduzione del numero dei parlamentari e alla riscrittura del riparto delle competenze tra Stato e Regioni. Altri punti, specie in tema di ordinamento giudiziario, sono più controversi, ed altri ancora, come ad es. in relazione alla legge elettorale, molto generici per lasciare spazio alla dialettica politica.
Difficile prevedere l’utilizzo che sarà concretamente fatto di questo documento, che non ha alcun valore vincolante. Tuttavia occorre segnalare almeno due aspetti.

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