Una lucida e per molti aspetti condivisibile analisi dei problemi dei rapporti Stato-Regioni.

leselampeIn un saggio come sempre acuto e brillante, pubblicato sul forum costituzionale (v. allegato), uno dei migliori costituzionalisti italiani, Roberto Bin, esamina i punti di debolezza del rapporto dei cd. “saggi” in relazione ai rapporti tra stato e regioni. Sono critiche importanti e da tenere in considerazione, perché il testo dei “saggi” costituirà con ogni probabilità la base di partenza delle riforme.

Personalmente condivido interamente il primo e l’ultimo punto indicati da Bin: ossia che la composizione proposta per il “Senato delle Regioni” sia destinata a non funzionare, e l’unico modello sensato sarebbe la rappresentanza dei soli esecutivi regionali; e che senza una decentralizzazione giuridica e mentale delle burocrazie ministeriali, giudiziarie e “di anticamera politica” l’ordinamento italiano non riuscirà a decentrarsi appieno.

Ho dei dubbi invece riguardo al riparto delle competenze. L’analisi di Bin è corretta, la soluzione proposta, basata su un accordo politico e convenzionale, non credo che funzionerebbe in Italia, per la scarsa disposizione ad attenersi alle convenzioni e agli accordi politici. Meglio sarebbe un sistema doppio di competenze: da un lato ambiti tematici ampi, in cui garantire la necessaria flessibilità; dall’altro, e al loro interno, la definizione di regole specifiche per singole “micro-politiche”.

Il contributo di Bin è, in ogni caso, una lettura utilissima che voglio diffondere per evitare che analisi sbagliate permeino il dibattito politico.

Download documento: Bin Saggi e Regioni 2013