Riforme e circostanze politiche ideali: Francesco Palermo risponde

Che le riforme annunciate vadano realizzate il prima possibile, sembrava fosse chiaro a tutte le forze politiche. Ora, tuttavia, molti sforzi falliscono per colpa di “condizioni politiche non favorevoli”, come accaduto recentemente con un’importante decisione sulla nuova legge elettorale, la quale è stata ulteriormente rinviata. “Condizioni politiche ideali non ci potranno mai essere,” afferma Francesco Palermo. “Ci sarà sempre una ragione che induce ad attendere una contingenza più favorevole. Questo è ciò che accade se si antepongono le pur giustificate ragioni politiche alle priorità che la politica stessa ha individuato.”

Per quanto concerne il senso della sua presenza in Parlamento, “questo non lascia spazio a fraintendimenti essendo stato definito in modo chiaro: si tratta in prima linea della riforma dello statuto di autonomia, da accompagnare nei contenuti e da simboleggiare con la mia stessa presenza qui.”

Legge di stabilità, legge elettorale e riforme: Francesco Palermo risponde

La situazione a Roma non è cambiata sostanzialmente: I lavori procedono a rilento. Francesco Palermo commenta lo stato di avanzamento del lavoro in tema di riforme costituzionali, legge elettorale e legge di stabilità. “La situazione in Alto Adige fa ben sperare rispetto ad un rapido inizio del processo di riforma dello statuto. Questo per me resta l’obiettivo fondamentale.”

Dopo le elezioni: ora le riforme

Al di là degli aspetti strettamente politici, le elezioni provinciali di Bolzano segnalano un forte desiderio di cambiamento, ma anche una polarizzazione intorno alle decisioni fondamentali per la nostra provincia. Questo riguarda anche i rapporti tra i gruppi linguistici. “Ora si presenta un’occasione storica per riformare l’autonomia, insieme e subito. Il treno passa adesso, tra cinque anni sarà troppo tardi. Non si può pensare di attendere sempre condizioni politiche ideali, perché queste non ci saranno mai.”

L’accordo di Bolzano: bene, ma tutto da scrivere

L’accordo di Bolzano tra la Provincia e il Governo è una tappa fondamentale verso la normalizzazione dei rapporti tra Bolzano e Roma. Si tratta di un contenitore nel quale dovranno confluire diversi  e importanti contenuti, a partire dalla difficile ridefinizione dei rapporti finanziari. Sarà però anche – e soprattutto –  un test per un necessario nuovo modo di assumere le decisioni nella nostra Provincia.  “Nei confronti di Roma è necessario agire compatti, perché rappresentiamo un territorio complesso che deve difendere e sviluppare la propria autonomia. Tuttavia, il modo in cui la posizione comune del territorio si forma deve profondamente cambiare, dovendo diventare più inclusiva, anche a costo di avere tempi di decisione che non sempre sono compatibili con le esigenze della politica”. Per esempio, è importante che l’accordo preveda l’aumento delle competenze provinciali in tema di urbanistica e commercio, e in questo senso sono stati presentati (e difesi in commissione, nonostante alcuni problemi giuridici) alcuni emendamenti, ma sarebbe grave se questi emendamenti di carattere puntuale e particolaristico fossero considerati la fine del percorso. Occorre invece una riforma strutturale delle competenze, che richiede tempo e concertazione. Lo stesso vale per la toponomastica.

I decreti “del lavoro” e “del fare” e la Convenzione per la riforma dello Statuto

Le Camere accelerano i tempi per convertire importanti decreti. “I decreti
‘lavoro’ e ‘fare’ contengono misure importanti e sono una scommessa per far
ripartire il paese. Da costituzionalista non posso non notare i diversi
aspetti problematici di questi testi, specie la mancanza di omogeneità per
materia. Tuttavia, come legislatore non basta evidenziare le lacune
tecniche, ma occorre assumersi la responsabilità delle scelte, e questi
provvedimenti provano, con tutti i loro limiti, a mettere in moto l’Italia.”
Francesco Palermo illustra inoltre il senso e il possibile funzionamento
della discussa Convenzione per la riforma dello statuto di autonomia: “Una
Convenzione composta da politici e rappresentanti della società civile aiuta
ad uscire dalle logiche dei numeri, ed a concentrarsi sulla sostanza.
Inoltre, sgrava l’assemblea elettiva dal lavoro sulle riforme, che
palesemente non è in grado di compiere. Infine, predispone una piattaforma
procedurale neutra, nella quale poi discutere le proposte. Prima viene il
come, poi il cosa. In vista della campagna elettorale per le provinciali, è
auspicabile che i partiti accolgano l’idea ma poi smettano di parlarne e si
impegnino a partire con questo progetto subito dopo le elezioni.”