via Paolo Campostrini: “I nazionalisti e la mistica della libertà”

cropped-leselampe-weit.jpg

In un bell’articolo pubblicato oggi dal quotidiano Alto Adige, Paolo Campostrini presenta una condivisibile analisi: prendendo spunto dalla manifestazione indipendentista di Merano, sottolinea molto opportunamente come il problema non siano tanto i contenuti, quanto la generalizzata tendenza a rifuggire dalla complessità nel discorso politico, a semplificare (e dunque banalizzare) anche questioni complesse. In tal senso, l’autonomia, che per sua natura è materia complessa, tecnica, articolata, funziona poco in un mondo dove tutto è ridotto a messaggi banali e banalizzanti. A me pare che la “twitterizzazione” della politica, l’attenzione che viene data agli slogan (in Italia poi meglio ancora se urlati) rischi di snaturare il dibattito pubblico e di renderlo inutile e dannoso. E’ un pericolo da non sottovalutare, perché di metodo molto più che di contenuto. Sui contenuti si può e si deve discutere. Prima però occorre accordarsi sul metodo. E questo tacito accordo ci sta portando ad una comunicazione banalizzata, ridotta a 140 caratteri, racchiusa in slogan, che rifugge dalla complessità. Col rischio che presto diventino così anche le nostre menti…

via Paolo Campostrini: “I nazionalisti e la mistica della libertà”

cropped-leselampe-weit.jpg

In einem schönen, heute in der Tageszeitung Alto Adlige publizierten Beitrag, eröffnet Paolo Campostrini eine vertretbare Analyse: die Unabhängigkeitsveranstaltung in Meran zum Anlass nehmend, unterstreicht er sehr gelungen, dass das Problem weniger die Inhalte sind, als viel mehr die generelle Tendenz, der Komplexität im politischen Diskurs auszuweichen, auch komplexe Fragen zu vereinfachen (und also zu banalisieren). In diesem Kontext funktioniert die Autonomie nicht mehr – die aus ihrer Natur heraus komplex, technisch und feingegliedert ist – in einer Welt, in der alles auf banale und banalisierte Botschaften verkürzt wird. Mir scheint, dass die “Twitterisierung” der Politik – die Aufmerksamkeit, die den Slogans gewidmet wird (in Italien zudem noch besser, wenn “laut” vorgetragen) – riskiert, die öffentliche Debatte zu verfälschen und diese unnütz und schädlich zu gestalten. Über Inhalte darf und muss diskutiert werden. Zuerst ist es aber notwendig, sich über die Methode zu einigen. Und diese stillschweigende Übereinkunft ist dabei, uns zu einer banalisierten Kommunikation zu führen, auf 140 Zeichen beschränkt, in Slogans gefangen, der Komplexität ausweichend. Mit dem Risiko, dass auch alsbald unser Geist so wird…