Intervista sulle condizioni carcerarie italiane e sulla V Marcia di Pasqua per l’Amnistia, la Giustizia, lo Stato di Diritto promossa dal Partito Radicale Nonviolento

Intervista a Francesco Palermo sulle condizioni carcerarie italiane e sulla “V Marcia di Pasqua per l’Amnistia, la Giustizia, lo Stato di Diritto promossa dal Partito Radicale Nonviolento” (14 aprile 2017)

http://www.radioradicale.it/scheda/506109/intervista-a-francesco-palermo-sulle-condizioni-carcerarie-italiane-e-sulla-v-marcia

Riforme: questioni di merito

foto 2011(pubblicato sul quotidiano Alto Adige del 19 maggio 2014)

Detto in un precedente articolo del metodo delle riforme costituzionali (Alto Adige del 16 maggio), restano da svolgere, per sintetici punti, alcune considerazioni nel merito.

Il testo base, quello su cui si presenteranno gli emendamenti, è quello proposto dal governo. Ed è una novità assoluta e preoccupante, indicativa dell’involuzione del ruolo del Parlamento nell’attuale forma di governo italiana. Tuttavia, pare evidente che il testo del governo sarà ampiamente modificato in sede di esame parlamentare. La partita politica si gioca sulla quantità e profondità delle modifiche che saranno apportate e sulle relative conseguenze sui rapporti tra forze politiche. Ciò premesso, cosa emerge dal testo governativo?

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Riforme costituzionali e neocentralismo: Ora servono argomenti forti per tutelare le autonomie

Nella seduta odierna del Senato è stato approvato in seconda lettura il disegno di legge costituzionale che istituisce il comitato per le riforme costituzionali. “Questo voto è un passaggio decisivo nel processo di riforma. Quando anche la Camera approverà il testo, si potrà partire con la discussione sui contenuti.” Ultimamente si percepiscono nuove spinte centralistiche in Parlamento, “alle quali noi, non potendo agire in una logica di numeri, dobbiamo e possiamo rispondere con argomenti precisi e forti, che evidenziano quanto le autonomie speciali siano fondamentali per la rinascita del paese.”
Nel “comitato dei 42” molto probabilmente ci saranno due parlamentari dell’Alto Adige, un deputato e un senatore, “il che è di un buon auspicio per poter far sentire la nostra voce in questo tanto atteso processo di riforma della Costituzione.”

Perché occuparsi anche di diritti umani? Francesco Palermo risponde

In un momento di persistente crisi economica, i temi dell’economia e della competitività devono essere al centro del lavoro parlamentare. Non per questo, però, bisogna tralasciare la questione dei diritti umani, che non solo costituiscono la base della civiltà occidentale, ma sono anche un elemento di sviluppo socio-economico. In seno alla Commissione diritti umani del Senato, Francesco Palermo si occupa di varie problematiche legate ai diritti, tra le quali le condizioni delle carceri e quelle delle minoranze dei Rom e dei Sinti. “Non bisogna chiudere gli occhi davanti a problemi gravissimi. Anzi, bisogna cercare di risolverli alla luce dei valori della nostra Costituzione. Questo vale in primis per i parlamentari, che devono avere come guida la costituzione. E vale ancor più per chi proviene da aree in cui vivono minoranze, per la consapevolezza della necessità di tutelarne i diritti. Anche se questi temi sono impopolari e non portano alcun consenso, la responsabilità costituzionale impone di occuparsene per cercare di dare un contributo alla soluzione di problemi drammatici. Fingere di non vedere acuisce i problemi invece di risolverli.”

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Palermo: “Le autonomie speciali non sono il problema ma la soluzione”

In Senato è in corso la seconda lettura della legge che avvia il percorso di riforma costituzionale. Nel suo intervento in Aula, il senatore Francesco Palermo ha richiamato in particolare l’attenzione sulla diffusa ed errata convinzione che il decentramento sia stato una delle cause delle difficoltà istituzionali ed economiche del Paese. “Tutti concordano sul fatto che la riforma costituzionale del 2001 non abbia prodotto buoni risultati, vuoi perché alcune regioni hanno forzato troppo i limiti delle proprie competenze, vuoi perché molte, invece, non le hanno sapute sfruttare. Ma se si pensa di poter migliorare il sistema ricentralizzando le competenze si sbaglia profondamente”.
Il senatore Palermo ha sottolineato, tra l’altro, il ruolo positivo delle autonomie speciali. “Queste sono troppo spesso viste come eccezione da tollerare. Dimenticando che invece rappresentano il 20% delle regioni, il 15% della popolazione e quasi il 25% del territorio nazionale, e che spesso costituiscono modelli di buona amministrazione, utili anche per il resto del Paese”. “Una riforma dei rapporti Stato-Regioni è indispensabile, ma questa dovrebbe prevedere non competenze vaghe e generali, che favoriscono l’accentramento, quanto piuttosto un catalogo dettagliato di materie per individuare con chiarezza chi fa cosa”, conclude Palermo.